Tuttiabrescia.org

Donald Ramp: The art of the deal

Riceviamo da Teheran:

Il signor Claudio da Santa Maria della Versa (che per chi non lo sapesse è praticamente la Beverly Hills dell’Oltrepò), 66 anni portati con lo sprezzo del pericolo, non era un mediatore di vini qualsiasi. Macché. Lui era il nostro “Donald Ramp”.

Se c’era da far apparire del vino dal nulla, lui tirava fuori il cilindro. Nella grande epopea della Cantina di Canneto, il buon Ramp è accusato di essere stato il gran ciambellano dei magheggi. L’uva in vigna era finita? Nessun problema, tac, spuntava la bolla di accompagnamento come per magia! Il vino era un mischione che non avrebbe passato l’esame del naso neanche se avevi il raffreddore? Et voilà, il nostro Donald te lo piazzava sul mercato coi fiocchi: Doc, Igt, Bio, vegano… mancava solo il bollino “Approvato dal Papa”.

Praticamente il signor Ramp comprava aria e vendeva cisterne. Un genio incompreso della finanza agricola! Mica si sporcava gli stivali di fango nel filare, lui muoveva le carte. Si parla di oltre un milione e 600mila litri di vino fantasma. L’obiettivo? Make Oltrepò Great Again, certo, ma allungando un po’ il brodo con l’acqua e lo zucchero invertito per fare cassa.

Adesso il nostro Donald Ramp della Bassa è lì, in mezzo ai 14 imputati al Tribunale di Pavia, con gli avvocati che sudano freddo per spiegare al giudice che era tutto un grande equivoco, libero mercato, business is business.

Gira voce che abbia provato a piazzare una partita di Pinot Grigio immaginario anche al cancelliere del tribunale, ma l’ha bevuto Cicciocane.

Leave a comment