PAVIA – Sono passati anni dal cataclisma giudiziario che ha travolto i vertici dell’Azienda Sanitaria Locale di Pavia, ma i colpi di scena del biennio 2010-2011 rimangono una cicatrice profonda nella politica cittadina. Un’era apertasi con lo shock dell’inchiesta “Infinito” e l’arresto dell’allora direttore sanitario Carlo Antonio Chiriaco per presunti legami con la ‘Ndrangheta, un evento che ha fatto tremare i palazzi del potere pavese e costretto la Regione a una disperata manovra di salvataggio.

Avvocato Tizzoni per il Comune, scelto da Alessandro C
La mossa della Lega allora Nord: il Biondo detta la linea (con foto d’epoca)

In un clima di macerie istituzionali e sfiducia totale, la Lega Nord lombarda decide di battere i pugni sul tavolo per scardinare il vecchio sistema di potere formigoniano-abelliano. Sul territorio, a tirare le fila dell’operazione “mani pulite” nella sanità è il Biondo. All’epoca consigliere regionale detta la linea: serve un taglio netto col passato, un nome inattaccabile che riporti la legalità tra i corridoi di Viale Indipendenza.
L’arrivo del Generale Tuccitto: una speranza spezzata
La scelta del Pirellone, fortemente caldeggiata dalle camicie verdi, ricade su un uomo di legge: Giuseppe Tuccitto, ex Generale della Guardia di Finanza in pensione. Il 1° gennaio 2011, Tuccitto si insedia come nuovo Direttore Generale dell’ASL. La divisa delle Fiamme Gialle è il simbolo perfetto della tolleranza zero. L’ex alto ufficiale si mette subito al lavoro per spulciare conti e appalti, ma il destino ha in serbo un epilogo tragico. A giugno dello stesso anno, dopo soli sei mesi di mandato, il Generale si spegne a 62 anni, stroncato da una malattia fulminea, lasciando l’Azienda nuovamente orfana di una guida.
L’imbarazzo di Palazzo: lo scivolone di “John Paris” (foto copertina)
Ma i brevi mesi della direzione Tuccitto non sono stati privi di “scivoloni” che hanno infiammato le redazioni locali. Proprio all’alba del nuovo corso all’insegna del rigore, scoppia il caso dell’autista. Al volante dell’auto del Generale spunta infatti Giovanni Parisi, noto alle cronache (e alle notti) pavesi con il nome d’arte di “John Paris” o con il soprannome U’ biddicchiu. Una figura a dir poco pittoresca, che fa storcere il naso a molti e getta nel panico i vertici politici che avevano blindato la nomina del Direttore Generale. L’imbarazzo è totale: come può l’uomo simbolo della legalità farsi scarrozzare da un personaggio dal profilo così discusso? Il polverone mediatico si alza in fretta e la collaborazione, tra imbarazzi e mezze smentite, viene fatta saltare a tempo di record per salvare la faccia al nuovo corso.
E comunque John Paris, rispetto a quelli che sono arrivati dopo, e ci sono ora che girano per sagre con incarichi politici, è De Gasperi.


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