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Pavia, il tempo dei pentiti: chi ha spinto il Sardo e la Moggi ora chiede scusa

Dai social

CHI NON SA PENTIRSI NON SA VIVERE (proverbio italiano)

Come ex candidata capo lista della lista Italia Viva per Michele Lissia sindaco alle ultime elezioni comunali devo ammettere di aver commesso un errore anche nei confronti dei cittadini e soprattutto di coloro che mi hanno sempre sostenuto e che si sono impegnati nella campagna elettorale.
Ho commesso un errore nel sostenere e nel chiedere il voto per Michele Lissia.
All’epoca ero convinta, come molti altri, che quella proposta politica rappresentasse una vera discontinuità con il passato. Pensavamo che finalmente si sarebbe voltato pagina rispetto alla stagione amministrativa precedente guidata da Fracassi.
Col tempo, però, mi sono resa conto che quella speranza era mal riposta.
Le scelte che oggi vediamo davanti ai nostri occhi dimostrano una continuità sorprendente con le politiche di prima, spesso accompagnata da decisioni che appaiono sempre più lontane dal buonsenso e dagli interessi reali della città.
La vicenda del Ponte di via Ludovico il Moro è emblematica.
La sua dismissione rappresenta una scelta di Fracassi grave per la mobilità e per la storia urbana della città, ed é stata attuata dall’amministrazione Lissia-Moggi.
Allo stesso modo, il progetto Supernova, DI PROPRIETÀ ORIGINALE inquisita in Austria appare sempre più come un intervento concepito principalmente per interessi privati, piuttosto che per un disegno urbanistico equilibrato e utile alla comunità.
Il raddoppio delle tangenziali e le soluzioni sulla viabilità che avevo proposto furono accolte pubblicamente, ma oggi appare evidente che furono utilizzate più come strumento di propaganda che come reale volontà politica.
La cosiddetta radiante chiesta da Supernova a Lissia, con la previsione di via Olevano a senso unico, rischia di produrre effetti devastanti sul tessuto urbano ed economico di un quartiere storico come Piazzale San Giuseppe/Città Giardino.
Quartieri vivi, fatti di negozi, famiglie e piccole attività che potrebbero essere messi in seria difficoltà da scelte viabilistiche poco meditate.
Anche il disegno urbanistico legato a Supernova solleva molte perplessità:
si parla di centro commerciale e grandi residenze studentesche, mentre la città ha oggi un bisogno crescente di alloggi per residenti e famiglie.
La conseguenza è sotto gli occhi di tutti:
sempre più pavesi sono costretti a trasferirsi fuori città per sostenere i costi abitativi, mentre in città proliferano situazioni di sovraffollamento negli alloggi destinati agli studenti con magari anche 7/8 studenti extracomunitari in meno di 50 mq.
Non posso poi tacere alcune scelte simboliche ma molto discutibili, come i camini di Piazza Vittoria, realizzati dall’amministrazione guidata da Michele Lissia insieme all’assessore Moggi, che si inseriscono comunque in una linea progettuale già avviata negli anni precedenti.
Lo stesso discorso vale per il progetto di Waterfront sul Ticino, che prevede lo spostamento delle famiglie sinti verso il Bivio Vela e che sembra destinato, nel tempo, a lasciare spazio a nuove operazioni immobiliari di pregio dopo la piscina, con la prospettiva di condomini di lusso vista fiume.
Infine, c’è il grande tema del consumo di suolo.
A parole quest’amministrazione proclama il principio del “consumo zero”. Nei fatti, però, lo vediamo smentito da interventi come quello delll spostamento del campo sinti al Bivio Vela o di Supernova e dalla variante della bretella dietro lo stadio, che vanno esattamente nella direzione opposta.
Senza contare il continuo e fallimentare riassetto di Viale Gorizia, riattoppata più volte senza mai arrivare a una soluzione definitiva, con cantieri e interventi che sembrano inseguirsi senza una vera visione. Un esempio evidente di improvvisazione amministrativa e di incapacità di pianificazione.
Per questo oggi ritengo che sia arrivato il momento di dire la verità.
Non si può continuare a fingere che tutto vada bene.
Non si può fingere che tutto vada bene quando le scelte che vengono prese rischiano di cambiare profondamente il volto della città, deturpandola definitivamente, senza un vero confronto e senza alcun dialogo con i cittadini. Basta nemici della città. É ora di staccargli la spina e di mandarli a casa.
Io per prima ho creduto a un cambiamento che non c’è stato.
Ed è giusto dirlo con chiarezza.
Quando si sbaglia, la cosa più onesta è ammetterlo.

M. L.

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