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MORTARA CITTÀ SANTA: L’ARCHITUTTO PROCLAMATO GUIDA SUPREMA

Dimenticate le vecchie dinamiche elettorali, i programmi scritti sulle scartoffie e i dibattiti tra candidati. A Mortara la democrazia ha compiuto il suo salto evolutivo definitivo, trasformandosi in una teocrazia dell’urbanistica e del consenso. Da oggi, la città non è più un comune della Lomellina, ma il cuore pulsante e spirituale di un nuovo ordine: la Città Santa.

L’Investitura dell’Architutto

In una cerimonia tenutasi tra i faldoni dell’ufficio tecnico e i plastici di nuove lottizzazioni, l’Architutto è stato ufficialmente proclamato Guida Suprema. Non è più un semplice professionista, ma il Demiurgo che disegna il destino (e i confini) di ogni aspirante primo cittadino.

Il titolo non è onorifico, è sostanziale: l’Architutto è ormai il padrone assoluto di tutti i candidati sindaci. Non importa il colore della maglia o il simbolo sulla scheda: ogni candidato, prima di parlare, deve ora rivolgersi verso il centro di Mortara e attendere il “nulla osta” dalla Guida.

Il Laboratorio del “Sistema Pavia”

Mortara diventa così il laboratorio sperimentale dove si osserva, in vitro, come nasce, cresce e si sviluppa il leggendario Sistema Pavia. Le fasi sono state codificate dalla Guida Suprema stessa:

1. L’Inseminazione: Si individua un’area, si decide il colore e si aspetta che la politica faccia il nido.

2. Lo Sviluppo: I candidati vengono selezionati non per competenza, ma per la loro capacità di resistere in apnea sotto il peso degli affidamenti diretti.

3. La Consacrazione: Il momento in cui il pubblico interesse s’inchina definitivamente al privato ufficio, tra l’incenso delle varianti e i canti gregoriani delle varianti di bilancio.

Pellegrinaggi e Immunità

Da domani sono attesi pellegrinaggi di geometri, politici in cerca di poltrona e faccendieri da tutta la provincia. Mortara, come ogni Città Santa che si rispetti, gode ora di un’immunità metafisica: qui le leggi della fisica (e della magistratura) si piegano alla volontà dell’Architutto.

“Volete diventare Sindaci? Passate prima dal mio studio”, pare sia il nuovo motto inciso sulle porte della città. Perché a Mortara la politica è un destino, ma l’architettura… l’architettura è l’eternità.

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